Il Festival dello sviluppo sostenibile – Lecco nasce come una manifestazione diffusa che mette in rete esperienze, competenze e visioni già presenti sul territorio, con l’obiettivo di rendere la sostenibilità un’esperienza concreta, accessibile e condivisa.
Alla sua prima edizione, il Festival è promosso da ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, realtà che a livello nazionale coordina la più ampia iniziativa italiana dedicata alla diffusione della cultura della sostenibilità e all’attuazione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
A guidare l’organizzazione locale è R-Evolution APS, in collaborazione con Officina Badoni ATS, con il patrocinio del Comune di Lecco. Il programma si articola in oltre due settimane di eventi – incontri pubblici, momenti formativi, attività culturali e iniziative partecipative – costruiti grazie al contributo di numerose realtà del territorio, con l’obiettivo di favorire il dialogo tra comunità, istituzioni e mondo associativo.
Obiettivo 16 dell’Agenda ONU 2030 – Pace, giustizia e istituzioni solide
In questo contesto si inserisce la presentazione del volume “Come batteva il tamburo”, un racconto che riporta al centro una stagione significativa della storia lecchese: quella dei movimenti giovanili degli anni Settanta.
Il libro, firmato da Federico Bario, nasce come testimonianza personale più che come ricostruzione storica. Attraverso ricordi, riflessioni e frammenti di vita, restituisce il clima culturale, politico e umano di quegli anni, segnati da tensioni, ideali e forti spinte al cambiamento. Tra gli episodi evocati, l’occupazione della caserma Sirtori nel 1977 diventa simbolo di una generazione che rivendicava spazi di espressione e partecipazione.
La narrazione intreccia dimensione individuale e collettiva, alternando memorie, riferimenti culturali e considerazioni maturate nel tempo. Ne emerge un quadro complesso, fatto di entusiasmo e contraddizioni, di esperienze condivise e percorsi personali che nel tempo hanno preso direzioni diverse.
L’incontro si configura come un momento di confronto tra generazioni: un’occasione per rileggere quel periodo alla luce del presente, interrogandosi su cosa resta oggi di quelle esperienze e su quali forme possa assumere, oggi, l’impegno culturale e sociale in una realtà come quella lecchese.
Un dialogo aperto che, partendo dal racconto di una stagione passata, invita a riflettere sul rapporto tra partecipazione, comunità e trasformazione sociale.