La presenza francescana nel territorio lecchese ha lasciato tracce profonde, non solo dal punto di vista spirituale, ma anche artistico e identitario. Chiese, conventi, cicli pittorici e opere scultoree raccontano una storia che attraversa i secoli e che ancora oggi contribuisce a definire il volto culturale della Brianza e del territorio lariano.
L’incontro prende avvio dalla presentazione del volume La chiesa di Santa Maria sul Monte Barro. Una presenza francescana in Alta Brianza, edito dal Parco Monte Barro di Galbiate, che ripercorre in maniera critica le fonti documentarie, portando alla luce anche materiali non ancora pubblicati. Il testo offre una riflessione ampia sulla cultura francescana nel territorio lecchese, soffermandosi su luoghi e vicende che hanno segnato la storia locale.
Se il convento di San Giacomo dei frati Zoccolanti a Castello sopra Lecco fu soppresso in età napoleonica – fino alla demolizione dell’antica chiesa nel 1936 – molte parti della sua decorazione pittorica, salvate dalla distruzione, arricchiscono oggi altri luoghi sacri, come il Santuario della Vittoria. Diverso il destino del complesso sul Monte Barro: perduto il convento, resta la chiesa, che conserva ancora un significativo apparato artistico con opere che spaziano dal XVI secolo fino alla soppressione del cenobio.
La dott.ssa Giovanna Virgilio, autrice del volume, proporrà un inedito confronto critico tra le rappresentazioni tardo-cinquecentesche dei protomartiri francescani realizzate per il Monte Barro, per San Giacomo di Castello e per la chiesa di Sabbioncello di Merate, riconducendole alla bottega dei fratelli Galimberti, detti Chiozotti, di Germanedo.
Accanto a lei interverrà frate Gian Carlo Colombo, Custode dell’Archivio Storico della Provincia dei frati minori della Lombardia, che approfondirà il valore della ricerca storico-documentaria e l’importanza delle fonti d’archivio nella rilettura delle opere e delle vicende francescane nel territorio.
Un’occasione per riscoprire, attraverso arte e documenti, un patrimonio che continua a parlare al presente.
Ingresso libero, gratuito e aperto a tutti fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Per informazioni:
associazione.bovara@gmail.com