Chi ha detto che, se dovessero estinguersi le api, nel giro di pochi anni si estinguerebbe anche l’uomo? E perché l’ha detto? È davvero così?
“Ape operaia. Parole come polline” parte dalle api, ma non promette di rispondere a nessuna di queste domande. Anzi: è molto probabile che alla fine dello spettacolo le domande siano aumentate e che molte di loro non riguardino più affatto le api.
In una ricerca continua di significati e connessioni, Simone Savogin attraversa i temi più disparati: dall’attenzione selettiva all’anarchia, dall’amore al capitalismo. Parole, associazioni, deviazioni, parentesi improvvisate e un’infinità di slide accompagnano spettatrici e spettatori lungo un percorso volutamente labirintico, nel quale ogni argomento può aprire una strada inattesa verso quello successivo.
Il risultato è un gioco con il linguaggio e con il pensiero, un tentativo di soddisfare piccole e grandi curiosità e, soprattutto, di osservare da prospettive impreviste idee e convinzioni che spesso diamo per scontate. Se il tentativo andrà a buon fine, naturalmente, non è dato sapere.
Simone Savogin è poeta, performer, direttore del doppiaggio e adattatore/dialoghista. Si avvicina al mondo del Poetry Slam nel 2005 e nel 2013, insieme a Lello Voce e Dome Bulfaro, partecipa alla fondazione della LIPS – Lega Italiana Poetry Slam. Tre volte campione italiano, ha partecipato alla Coppa del Mondo di Parigi e ai campionati europei in Estonia e Belgio, oltre a numerosi appuntamenti internazionali.
Ha pubblicato Haikoodle, libro di haiku illustrati insieme a Martina Dirce Carcano, “Scriverò finché avrò voce” (Tre60, 2019) e, con Davide Passoni, “Sp/lit. 20 anni di poetry slam” (2024).
Partecipazione libera e gratuita.