Il Festival dello sviluppo sostenibile – Lecco nasce come una manifestazione diffusa che mette in rete esperienze, competenze e visioni già presenti sul territorio, con l’obiettivo di rendere la sostenibilità un’esperienza concreta, accessibile e condivisa.
Alla sua prima edizione, il Festival è promosso da ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, realtà che a livello nazionale coordina la più ampia iniziativa italiana dedicata alla diffusione della cultura della sostenibilità e all’attuazione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
A guidare l’organizzazione locale è R-Evolution APS, in collaborazione con Officina Badoni ATS, con il patrocinio del Comune di Lecco. Il programma si articola in oltre due settimane di eventi – incontri pubblici, momenti formativi, attività culturali e iniziative partecipative – costruiti grazie al contributo di numerose realtà del territorio, con l’obiettivo di favorire il dialogo tra comunità, istituzioni e mondo associativo.
Agenda ONU 2030: obiettivi 10 e 16 – Ridurre le disuguaglianze, Pace, giustizia e istituzioni solide
In questo contesto si inserisce “Oltre l’abilismo”, un incontro che invita a interrogarsi su uno dei temi più rilevanti nel dibattito contemporaneo: il modo in cui la società costruisce e interpreta la disabilità.
Il termine abilismo indica quell’insieme di atteggiamenti, comportamenti e strutture culturali che tendono a considerare “normale” un solo modo di essere e di funzionare, marginalizzando o escludendo chi si discosta da questo modello. Spesso si manifesta in forme sottili e inconsapevoli, influenzando il linguaggio, le relazioni e l’organizzazione stessa degli spazi sociali.
Attraverso il dialogo con Octavian Oprea, l’incontro affronta questi temi intrecciando riflessione teorica ed esperienza personale, offrendo uno sguardo capace di mettere in discussione stereotipi e automatismi. Il confronto si apre a questioni centrali come il significato di inclusione, il concetto di autonomia e il ruolo della percezione nella costruzione dell’identità.
L’incontro si configura come uno spazio di ascolto e confronto, in cui ripensare il rapporto tra individuo e società, riconoscendo la pluralità delle esperienze e promuovendo una cultura più attenta alle differenze.